Come difendersi da richieste illegittime o vessatorie.
Negli ultimi anni capita sempre più spesso di ricevere lettere, PEC o telefonate da società di recupero crediti che chiedono il pagamento di presunte somme dovute derivanti da un rapporto bancario (mutuo, finanziamento, conto corrente, carta di credito).
Molto spesso, però, chi riceve queste comunicazioni non ha gli strumenti per difendersi, non sa cosa rispondere e finisce per subire pressioni indebite, anche quando avrebbe avuto la possibilità di gestire meglio il proprio debito.
Accade così che alcune persone arrivino a pagare più del dovuto, oppure somme che non sono più esigibili, solo perché non si sono opposti correttamente a tempo debito.
Vediamo quindi come rispondere in modo corretto e prudente.
Quando il recupero crediti diventa un problema
PREMESSA IMPORTANTE: Non tutte le richieste di pagamento sono corrette.
Nella pratica accade spesso che:
- il credito sia molto risalente nel tempo e quindi potenzialmente prescritto;
- la società che scrive non sia il creditore originario, ma un soggetto diverso che non dimostra di avere titolo;
- gli importi richiesti siano poco chiari, gonfiati da interessi e spese non spiegate o non accettate;
- i contatti diventino eccessivamente insistenti, con telefonate ripetute o messaggi pressanti.
In questi casi molto spesso il destinatario presunto debitore si ritrova senza informazioni chiare e senza strumenti di difesa. Ed è proprio su questa mancanza di strumenti che si innestano comportamenti vessatori o abusivi.
Prima regola fondamentale: chi chiede il pagamento deve dimostrare di averne diritto.
Un principio semplice, ma spesso dimenticato:
👉 non è il debitore che deve dimostrare di non dovere nulla
👉 è chi chiede il pagamento che deve dimostrare di essere creditore
Prima di pagare, firmare o anche solo riconoscere che esiste il debito, è legittimo e doveroso chiedere:
- da dove nasce il credito;
- chi è oggi il vero creditore;
- come è stato calcolato l’importo richiesto.
Seconda regola fondamentale: la trasparenza bancaria.
Il Testo Unico Bancario (D. lgs. del 1 settembre 1993, n. 385) stabilisce che la banca deve:
- agire in modo trasparente;
- fornire documentazione chiara e comprensibile;
- permettere al cliente di ricostruire il rapporto;
- evitare comportamenti opachi, abusivi o non collaborativi.
In altre parole:
👉 nulla deve essere oscuro o indeterminato
👉 il cliente deve poter capire esattamente cosa gli viene richiesto
Attenzione: non tutto ha “valore legale”.
È importante chiarire un aspetto spesso ignorato.
❌ Una telefonata non ha valore legale
❌ Una semplice email non ha valore legale
❌ Una lettera ordinaria non ha valore legale
Questo vale sia per il debitore e sia, soprattutto, per la società di recupero crediti.
Gli unici strumenti che consentono di dimostrare ufficialmente una richiesta o una risposta sono:
✔️ PEC
✔️ raccomandata con ricevuta di ritorno
Per questo motivo, rispondere correttamente con PEC o raccomandata è fondamentale: serve a tutelarsi oggi e domani.
Un modello di PEC/raccomandata per difendersi.
Di seguito si propone un modello generico di risposta prudente, da inviare solo tramite PEC o raccomandata A/R.
Oggetto: Richiesta documentazione e contestuale contestazione della pretesa
Spettabile Società […],
Il/La sottoscritto/a […], nato/a il […] a […], codice fiscale […],
con riferimento alla Vostra comunicazione del […] con la quale mi viene richiesto il pagamento di una somma di denaro,
preciso di non riconoscere la titolarità del credito da Voi menzionato.
Al fine di poter verificare la fondatezza della richiesta, Vi invito a trasmettere idonea documentazione (entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni) dalla quale risultino:
- il titolo originario del presunto credito ed ogni documentazione utile all’identificazione della pretesa;
- la prova della Vostra legittimazione, inclusa eventuale documentazione relativa alla cessione del credito;
- il dettaglio dell’importo richiesto, con indicazione chiara delle modalità di calcolo, interessi e spese;
- ogni altro atto e/o documento afferente alla pretesa in oggetto.
La presente richiesta è formulata anche ai sensi della normativa in materia di trasparenza bancaria (art. 119 del Testo Unico Bancario), al solo fine di consentire una verifica consapevole della pretesa.
Resta espressamente escluso che la presente possa essere interpretata come riconoscimento del debito o ammissione di responsabilità, riservandomi ogni valutazione all’esito della documentazione richiesta.
Si allega Copia del Documento di Identità.
Distinti saluti.
Luogo e data
[Firma]
Perché questa risposta è utile.
Una comunicazione di questo tipo serve a:
- fermare o ridurre solleciti vessatori;
- dimostrare che il debitore non è passivo/indifeso;
- creare una traccia scritta utile anche in futuro;
- consentire ad un avvocato, se necessario, di intervenire con strumenti più incisivi.
Ultimo avvertimento: cosa non fare mai
❌ non firmare piani di rientro senza verifica
❌ non ammettere il debito per iscritto
❌ non pagare “per chiudere la questione” senza aver prima ottenuto documenti validi e comprensibili
Un riconoscimento/dilazionamento mal formulato può interrompere la prescrizione e/o peggiorare la propria posizione.
Conclusione
Chi si trova in una situazione debitoria non perde dignità, diritti né voce.
Avere un debito – o ricevere una richiesta di pagamento – non significa dover subire pressioni, comportamenti aggressivi o richieste poco chiare. Ogni persona ha diritto a essere trattata con rispetto, trasparenza e correttezza, e ha il diritto di capire, verificare e difendersi.
Molto spesso non è il debito in sé il vero problema, ma l’assenza di informazioni e di strumenti per gestirlo nel modo giusto.
La legge offre mezzi concreti per riportare equilibrio nei rapporti con banche e società di recupero crediti, evitare abusi e trovare soluzioni sostenibili.
Lo Studio Legale Barnabà è a disposizione per affiancare i propri clienti nell’analisi, nella gestione e nella risoluzione delle situazioni debitorie, utilizzando gli strumenti previsti dalla legge, con un approccio improntato all’ascolto, alla chiarezza e alla tutela effettiva dei diritti.
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è spesso il primo passo per riprendere il controllo della propria situazione.

6 commenti
Buongiorno Avvocato. Chiedo scusa per il disturbo. Ho inviato una mail alla Kruk come da lei consigliato. Non mi hanno mai risposto alla mail ma stranamente hanno smesso di chiamarmi continuamente. Che si fa ora?
Gentile lettore, grazie per aver condiviso il suo caso.
Dalla situazione che descrive sembrerebbe che la società di recupero crediti abbia preferito tacere piuttosto che fornire la documentazione richiesta. A questo punto appare opportuno adire l’Autorità Giudiziaria per chiudere definitivamente la faccenda.
La invitiamo a contattarci tramite la pagina Contatti per fornirci maggiori dettagli in merito.
Grazieeeeeeeee finalmente un professionista onesto
Avvocato un’informazione. Ho ottenuto una risposta da Europafactor. Dicono di essere cessionari della posizione del mio saldo negativo con la popolare di Bari. Hanno parlato di una pubblicazione di gazzatta ufficiale. Che posso fare ora?
Gentile lettore,
la questione che segnala è delicata e merita attenzione.
Il fatto che Europa Factor richiami una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non significa automaticamente che la richiesta sia corretta né che l’importo debba essere pagato senza ulteriori verifiche.
Nelle cessioni di crediti bancari “in blocco”, infatti, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale può avere rilievo ai fini della comunicazione della cessione, ma occorre comunque verificare almeno tre aspetti fondamentali:
se la Sua specifica posizione rientri effettivamente tra i crediti ceduti;
se il credito sia ancora esigibile o eventualmente prescritto;
se l’importo richiesto sia stato calcolato correttamente, soprattutto trattandosi di saldo negativo di conto corrente bancario.
Prima di pagare, firmare piani di rientro o riconoscere il debito per iscritto, Le consiglio quindi di far esaminare la comunicazione ricevuta, la documentazione eventualmente trasmessa da Europa Factor e, se disponibile, il rapporto originario con la banca.
Può contattare lo Studio tramite la pagina Contatti o tramite WhatsApp, allegando la risposta ricevuta da Europa Factor, così da valutare correttamente i prossimi passi ed evitare iniziative che possano peggiorare la Sua posizione.
Ecco la differenza tra gli avvocati che vogliono solo lucrare sui cliente e gli AVVOCATI con la A maiuscola che fanno il mestiere per aiutare il prossimo. Grazie Avvocato Barnabà.