Quando un’impresa inizia ad accumulare debiti, l’istinto più comune è quello di “tirare avanti”, rimandare, tappare le falle una alla volta, nella speranza che le cose migliorino.
Ma l’esperienza insegna che l’improvvisazione, nei momenti critici, è il peggior nemico dell’imprenditore.
Vediamo allora 5 errori da non commettere mai, se si vuole davvero evitare il tracollo e trovare una via d’uscita.
1. Aspettare troppo prima di affrontare la situazione
Molti imprenditori arrivano tardi: quando ormai la banca ha revocato i fidi, i fornitori non consegnano più la merce, o l’Agenzia delle Entrate ha bloccato i conti.
Il problema è che più si aspetta, meno strumenti restano a disposizione.
Un imprenditore che interviene per tempo può accedere a strumenti di composizione negoziata, concordato minore o ristrutturazione dei debiti.
Ma se si arriva a fine corsa, spesso l’unica strada è la liquidazione.
2. Fare debiti nuovi per coprire quelli vecchi
Chiedere prestiti per pagare i fornitori, le tasse o i dipendenti è spesso una soluzione solo apparente.
Il rischio è trasformare un problema temporaneo in una crisi strutturale, con costi finanziari sempre più alti.
Se l’impresa non riesce più a generare liquidità sufficiente con la propria attività ordinaria, occorre una ristrutturazione, non un rinvio.
3. Non dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili
L’art. 2086 del Codice Civile – modificato con il Codice della Crisi – OBBLIGA gli imprenditori di adottare “assetti adeguati” per:
- rilevare tempestivamente gli indizi di crisi;
- prendere decisioni consapevoli e responsabili;
- pianificare la continuità aziendale.
Cosa significa in concreto?
Dotarsi di una contabilità aggiornata, un sistema di controllo di cassa e margini, un bilancio veritiero, ma anche di un modello gestionale che consenta di monitorare i flussi e prevenire il default.
L’assenza di assetti adeguati può comportare responsabilità civili e personali per l’imprenditore, soprattutto in caso di dissesto.
4. Trascurare i segnali che arrivano dai creditori (e dagli advisor)
Una banca che revoca gli affidamenti, un fornitore che blocca le consegne, o un professionista (commercialista, avvocato) che suggerisce un intervento strutturale: sono tutti campanelli d’allarme.
Ignorarli, o peggio, continuare come se nulla fosse, è un errore grave.
A volte, i segnali vengono prima dai numeri. Un commercialista o un consulente attento può rilevarli con mesi d’anticipo. Ma serve ascoltarli, e agire.
5. Pensare di dover affrontare tutto da soli
L’imprenditore è spesso solo, nel momento peggiore. Si vergogna, si chiude, non vuole “dare a vedere”.
Ma l’isolamento è pericoloso. Le soluzioni esistono, ma non si improvvisano.
Affidarsi a professionisti esperti, che conoscano le regole della crisi e della ristrutturazione, può fare la differenza tra un salvataggio e una liquidazione totale.
Conclusione
Oggi la legge non attende che l’impresa fallisca.
La normativa sulla crisi d’impresa spinge l’imprenditore a intervenire in via preventiva e responsabile, prima che sia troppo tardi.
Ma per farlo servono:
- consapevolezza dei segnali;
- assetti organizzativi e contabili solidi;
- e soprattutto, un’assistenza professionale esperta e multidisciplinare.
Molti danni economici — spesso anche patrimoniali e personali — derivano non dalla crisi in sé, ma dal fatto di essersi mossi tardi o male.
E nella maggior parte dei casi, sarebbe bastato un confronto preliminare con chi conosce la materia per impostare una strategia concreta, sostenibile e percorribile, prima che la situazione precipitasse in un’aula di Tribunale.
Lo Studio è al fianco di imprese e imprenditori nella gestione delle situazioni di crisi, con un approccio personalizzato, integrato e orientato alla soluzione.

2 commenti
Mi capita spesso di pagare i miei fornitori con l’american express (carta di credito). Vedo il saldo negativo scendere sempre di più. Come posso evitare che continui a scendere?
Gentile lettore,
la gestione del saldo con carte di credito richiede attenzione per evitare squilibri crescenti. In questi casi è utile analizzare le alternative disponibili con un supporto mirato.