Arriva la busta verde. Dentro, la multa: “velocità rilevata da apparecchiatura autovelox”.
Nessun agente, nessuna contestazione immediata, solo una foto scattata da un dispositivo.
La reazione più comune? Pagare subito per chiudere la questione.
Eppure, non sempre la sanzione è legittima.
Ci sono casi in cui l’autovelox non è omologato correttamente, non è stato tarato nei tempi giusti o manca persino il numero di matricola. Piccoli dettagli, certo. Ma bastano a fare la differenza tra una multa valida e una nulla.
Omologazione o approvazione: non è la stessa cosa
Molti non lo sanno, ma omologazione e approvazione non sono sinonimi.
Un autovelox “approvato” rispetta i requisiti del modello.
Un autovelox “omologato”, invece, è stato controllato e certificato nella sua versione specifica.
Se il verbale indica solo l’approvazione, la multa può essere contestata.
Un dettaglio che spesso passa inosservato, ma che la giurisprudenza ha già riconosciuto come decisivo.
La taratura: non basta una volta per sempre
Gli autovelox devono essere sottoposti a taratura periodica.
La giurisprudenza ha chiarito che senza taratura, la sanzione è nulla.
Eppure, molti verbali non riportano la data esatta dell’ultima verifica.
C’è di più: la taratura viene effettuata in condizioni standard. Se il dispositivo è stato usato in condizioni climatiche molto diverse da quelle di collaudo (caldo/freddo estremo), l’attendibilità può essere messa in dubbio.
Il numero di matricola: un dettaglio che conta
Ogni autovelox ha un numero di matricola che lo rende identificabile.
Se sul verbale non compare, come si può essere certi che sia proprio quell’apparecchio ad aver rilevato l’infrazione?
In alcuni ricorsi, i giudici hanno ritenuto rilevante proprio l’assenza di questo dato.
Un altro indizio che chi riceve una multa dovrebbe imparare a cercare.
Due esempi:
- Gianni, 42 anni, riceve una multa per eccesso di velocità in un tratto di campagna. Chiede copia del certificato di taratura: non esiste. Il verbale viene annullato.
- Lucia, 36 anni, paga subito la sanzione senza controllare. Solo dopo scopre che l’autovelox non era mai stato omologato. Troppo tardi: il pagamento ha reso definitiva la multa.
Due situazioni diverse, stesso punto di partenza.
Uno ha verificato prima di pagare, l’altra no.
Gli autovelox servono a garantire sicurezza, ma non sempre chi riceve una multa ha davvero infranto la legge.
Omologazione, taratura, matricola: sono solo alcuni dei dettagli che fanno la differenza tra una multa dovuta e una annullabile.
E qui sta il punto:
👉 prima di pagare una multa da autovelox, conviene sempre verificare i requisiti formali con un legale.
Perché una volta pagato, non si torna più indietro.

3 commenti
Buonasera avvocato. Mi è arrivata una multa per eccesso di velocità presa da un autovelox. Però non ho visto nessun cartello che lo segnalava. Se il cartello non c’è o non si vede bene, la multa vale lo stesso?
Gentile lettore,
Grazie per il messaggio. La legge prevede che gli autovelox siano segnalati con cartelli chiari e visibili. Se la segnaletica manca o non è ben posizionata, potrebbe essere possibile verificare la correttezza del verbale.
Per una valutazione precisa, sarebbe utile fornire i dettagli del caso e inviare una copia del verbale. La invitiamo a contattarci tramite la pagina Contatti.
Certamente Avvocato, lo faccio subito. grazie!