Debiti, esposizioni, pressioni dai creditori: affrontare la crisi è possibile.
Risoluzione del debito per
Consumatori e Imprese
Ogni situazione debitoria può essere analizzata e affrontata con metodo, competenza e consapevolezza.
Lo Studio Legale Barnabà assiste consumatori e imprese nella valutazione e gestione delle crisi da sovraindebitamento.
Si individua ciò che c’è di intestato, quanto c’è da perdere e, di conseguenza, cosa merita di essere protetto.
Anche nelle situazioni più critiche, esiste una strada percorribile.
Non ogni debito è insostenibile.
Ma ogni crisi deve essere compresa per essere risolta.
Una crisi finanziaria può nascere da un evento imprevisto o da una gestione progressivamente compromessa.
In molti casi, chi è sovraesposto continua ad accumulare debiti per paura, per disinformazione o per incertezza su cosa fare.
Un’analisi tecnica consente di:
Debiti con banche o finanziarie
Sofferenze da mutui, prestiti personali, carte revolving, contratti di leasing, esposizioni multiple.
Cartelle esattoriali e pendenze fiscali
Ruoli pendenti, sanzioni, accertamenti, contributi previdenziali e tributi locali.
Fornitori e contratti professionali non adempiuti
Fatture inevase, minacce di azioni esecutive, pignoramenti già avviati.
Segnalazioni nei sistemi di credito
CRIF, Centrale Rischi, blocco dell’accesso al credito per imprese e soggetti privati.
Garanzie prestate a familiari o società
Fideiussioni personali, escussione delle garanzie, aggressione a beni estranei all’attività economica.
Impossibilità di gestire l’attività o il patrimonio personale
Accumulo incontrollato di interessi, costi legali, blocchi operativi.
5 passi:
dalla crisi alla stabilità
Ogni fase viene gestita con precisione: dal primo contatto alla conclusione del procedimento, passando per l’analisi tecnica, il dialogo con gli enti coinvolti e l’adeguamento documentale.
L’approccio è lineare, concreto, orientato a fornire una soluzione praticabile e compatibile con la reale capacità del debitore.
I.
Intervista al debitore
Raccolta tecnica delle informazioni. Analisi dei requisiti soggettivi e oggettivi, verifica della documentazione e del contesto familiare e aziendale.
II.
Valutazione della fattibilità giuridica
Studio delle procedure percorribili: piani del consumatore, concordati, ristrutturazioni, esdebitazioni, accordi stragiudiziali.
III.
Definizione della strategia operativa
Scelta della strada più efficace e sostenibile: giudiziale o stragiudiziale, difensiva o negoziale.
IV.
Attuazione della procedura
Redazione e deposito dell’istanza, gestione dei rapporti con OCC, creditori, banche, agenti della riscossione e amministrazioni finanziarie.
V.
Prospettiva e prevenzione
Impostazione di strumenti e abitudini per evitare il ritorno alla crisi: educazione finanziaria, contrattualistica, protezione del patrimonio residuo.
Situazioni comuni in cui richiedere assistenza legale.
Casi tipici:
Consumatori con molteplici prestiti e debiti da carte di credito non più sostenibili
Situazione frequente in famiglie monoreddito o con entrate variabili. Si accumulano rate da microfinanziamenti, carte a saldo e piccoli prestiti. In questi casi è possibile proporre un piano del consumatore per riorganizzare la posizione debitoria, con sospensione delle esecuzioni.
Contribuente con cartelle esattoriali per IMU, IRPEF o INPS mai contestate
I debiti verso amministrazioni finanziarie vengono spesso ignorati, ma possono portare al pignoramento del conto o dello stipendio.
È possibile riorganizzare l’intera esposizione debitoria in un’unica procedura e ottenere una ristrutturazione del debito fiscale, anche con abbattimento parziale.
Garanti o fideiussori perseguiti dopo il default del debitore principale
Chi ha firmato a garanzia (anche senza percepirlo come “vero debito”) si ritrova aggredito su beni e redditi. È possibile valutare separatamente la posizione del garante e inserirla in una procedura personale per evitarne l’escussione completa.
società o ditta individuale oberata da fornitori, leasing, mutui e conti scoperti
L’attività è ancora attiva, ma i flussi di cassa non coprono più i debiti. Si rischiano blocchi operativi e protesti.
È possibile valutare un piano che tenga conto del cashflow, delle possibilità effettive e del patrimonio residuo.
Ogni percorso inizia da un’analisi attenta.
Per ricevere assistenza in materia di crisi d’impresa e sovraindebitamento è possibile prenotare una consulenza.
Un confronto tecnico, riservato e strutturato, per capire se esistono margini concreti per agire.
Online o in studio, l’appuntamento consente di analizzare la posizione personale e valutare se esistono i presupposti per l’azione.
Domanda: Cosa devo fare se ho ricevuto una cartella esattoriale che ritengo ingiusta? Risposta: È importante non ignorarla: molti atti sono impugnabili solo entro termini brevi (es. 30 o 60 giorni). Lo Studio può analizzare la cartella,
verificare eventuali vizi formali o sostanziali e valutare se procedere con opposizione, istanza di sospensione o richiesta di sgravio. Domanda: Un pignoramento può essere fermato? Risposta: In alcuni casi sì, soprattutto se vi sono
vizi nella notifica, debiti prescritti, violazioni dei limiti di legge o procedure alternative in corso. L’intervento tempestivo è fondamentale. Domanda: Se firmo una fideiussione, posso essere perseguito anche se non ho contratto
il debito? Risposta: Sì. Il fideiussore può essere chiamato a rispondere in solido con il debitore principale. Tuttavia, non tutte le fideiussioni sono valide: alcune contengono clausole nulle o abusive. Lo Studio valuta se vi sono
margini per opporsi all’escussione o ridurre l’esposizione. Domanda: Una cartella può contenere errori di calcolo? Risposta: Sì. Non è raro che le cartelle contengano importi duplicati, sanzioni non dovute o interessi calcolati erroneamente.
È possibile presentare richiesta di sgravio o impugnazione dell’atto davanti all’autorità competente. Domanda: È possibile accorpare più debiti in un’unica procedura? Risposta: Sì. In caso di sovraindebitamento, il Codice della Crisi
consente di proporre un piano unico che includa diversi debiti (fiscali, bancari, privati). Lo Studio valuta la compatibilità e predispone l’istanza se ricorrono i presupposti. Domanda: Lo Studio si occupa anche di trattative con i
creditori prima di iniziare una causa? Risposta: Sì. In molti casi è utile avviare una trattativa tecnica per saldo e stralcio, dilazione o accordo stragiudiziale, anche prima di presentare un piano formale. Lo Studio assiste nella
redazione delle proposte e nella gestione dei contatti con i creditori. Domanda: Come tutelarsi da un pignoramento? Risposta: Puoi agire tempestivamente con un’opposizione all’esecuzione, vale a dire un’istanza al giudice dell’esecuzione
per contestare il pignoramento dovuto a presunti vizi formali o sostanziali. In alternativa, pagando direttamente nelle mani dell’ufficiale giudiziario l’importo dovuto (compresi crediti e spese), si può evitare la vendita forzata.
Anche richiesta di conversione del pignoramento (sostituire il bene con equivalente somma) è prevista dalla legge. Nota interpretativa: ogni caso è diverso, sia per timing che per motivazioni formali. Le strade sono specifiche e richiedono
consulenza. Domanda: Cosa possono pignorare se non ho nulla? Risposta: Se possiedi beni o conti di valore molto basso, il pignoramento può comunque essere attivato su somme eccedenti il “bene minimo vitale”, anche in presenza di risorse
modeste. Tuttavia, la legge prevede alcune garanzie — come la tutela delle pensioni o risorse minime non pignorabili (es. assegno sociale maggiorato) — per impedire la completa sottrazione dei mezzi di sopravvivenza. Anche con risorse
ridotte, il pignoramento può procedere se è dimostrabile la disponibilità di risorse nominalmente piccole ma che eccedono la soglia minima. Domanda: Quanto possono pignorare su uno stipendio di 800 €? Risposta: Generalmente e per crediti
ordinari, stipendi e pensioni sotto i 1.000 € non sono pignorabili; sopra questa soglia, la parte eccedente può esserlo in misura variabile, a seconda della natura del creditore e della somma percepita. Per creditori ordinari (privati
o banche), la regola generale è che può essere pignorato fino a un quinto (20%) dell’importo netto, ma solo sulla parte eccedente i 1.000 euro. Il Fisco può pignorare il 10% entro 2.500 € e il 20% oltre tale cifra. Domanda: Per quale
somma scatta il pignoramento della casa? Risposta: Il pignoramento di un immobile dipende da chi è il creditore, dal tipo di immobile e dall’importo del debito. Se il creditore è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il pignoramento
fiscale può scattare solo se il debito complessivo supera i 120.000 € e non può, in ogni caso, procedere al pignoramento della prima casa se: è l’unico immobile di proprietà del debitore; è adibita a residenza anagrafica; non si tratta
di immobile di lusso. I creditori privati (es. banche, finanziarie, privati) non sono soggetti al divieto: anche la prima casa può essere pignorata, indipendentemente dall’importo dovuto, purché la procedura sia regolare. In ogni caso,
è possibile presentare istanza di conversione del pignoramento: il debitore può chiedere al giudice di sostituire il bene pignorato con una somma di denaro, pari al valore del credito, più spese e interessi, da versare anche a rate
(massimo 48 mensilità). Questo consente, se accettato, di evitare la vendita forzata del bene. Domanda: Cosa succede se non ho i soldi per pagare l’Agenzia delle Entrate? Risposta: Se la cartella non viene pagata entro i 60 giorni
dalla notifica, acquista forza esecutiva e l’Agente della Riscossione può attivare misure coattive: pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche su immobili o conti correnti, e vendite forzate dei beni. Domanda: Quando una cartella
di pagamento va in prescrizione? Risposta: Generalmente 10 anni per tributi statali, 5 per locali/contributi/multe. Più in dettaglio: dipende a seconda della natura del credito. Nota importante: i termini di prescrizione possono essere
interrotti da atti formali di riscossione (come l’invio o la notifica di nuova cartella o intimazione). Per questo è opportuno verificare caso per caso con screening di ruolo e notifiche. Domanda: Cos’è il sovraindebitamento e chi
può accedervi? Risposta: Il sovraindebitamento è una condizione di persistente squilibrio tra debiti e risorse disponibili, tale da impedire il pieno adempimento degli obblighi. Non si tratta necessariamente di trovarsi in fallimento
né di essere privi di beni, ma di non essere in grado di pagare in modo sostenibile con le entrate attuali. Possono accedere persone fisiche, professionisti, PMI non fallibili, agricoltori, enti non profit e altri soggetti esclusi
da procedure fallimentari, purché dimostrino meritevolezza, trasparenza e buona fede. Domanda: Quali sono i requisiti per accedere? Risposta: L’accesso richiede: uno stato di sovraindebitamento reale, non solo percepito; appartenenza
a categorie non fallibili (es. consumatori, professionisti, PMI piccole); buona fede, cioè assenza di atti fraudolenti, distrazioni patrimoniali o occultamenti; documentazione completa: elenco debiti, patrimonio, redditi, spese. Domanda:
Quali debiti rientrano (o no)? Risposta: La procedura può includere debiti verso banche, fornitori, Erario, bollette, multe, ecc. Non rientrano i debiti alimentari e quelli derivanti da sanzioni penali o obblighi irrinunciabili. Domanda:
Quanto costa e quanto dura? Risposta: Costi: da alcune migliaia fino a oltre 10.000 € per casi complessi; è molto variabile in base a debiti, creditori, documenti, eventuali perizie. Tempistiche: la prima fase di preparazione può richiedere
alcune settimane, ma non ci sono termini fissi; la liquidazione può durare fino a 4 anni, i piani altrettanto dipendono dal caso. Domanda: Chi non può accedere? Risposta: Non possono accedere chi è già in procedure concorsuali, chi
ha beneficiato della stessa procedura nei 5 anni precedenti o per già per due volte, o ancora chi ha agito in cattiva fede. Domanda: Come si avvia la procedura? Risposta: Si presenta domanda al tribunale competente, assistiti da un
OCC, con tutti i documenti che illustrano la situazione economica. Domanda: Quanto dura in media? Risposta: Dipende dalla procedura: liquidazione può richiedere fino a 3–4 anni, piano consumatore e concordato minore possono avere durata
variabile, spesso pluriennale. Domanda: Quali sono i vantaggi? Risposta: La procedura sospende le azioni esecutive, consente un piano sostenibile e offre la possibilità di una “seconda vita” finanziaria. Domanda: Posso davvero risolvere
la mia situazione di sovraindebitamento? Risposta: Dipende dalla situazione concreta. Lo Studio offre un’intervista tecnica preliminare per valutare se esistono requisiti di legge e margini concreti di fattibilità, con eventuale accesso
a procedure di risoluzione, piani del consumatore o esdebitazione. Domanda: Cosa succede dopo l’esito? Risposta: Se la procedura viene accolta, si attua il piano proposto: rimborso parziale o liquidazione del patrimonio, con esdebitazione
finale. Questa fase è differente per ogni percorso e va gestita in base alle indicazioni del giudice e dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi). Domanda: È possibile cancellare cartelle esattoriali? Risposta: Sì, le cartelle
possono rientrare nella procedura se incluse nel piano o nell’accordo e omologate dal giudice. Domanda: Se non ho reddito o beni? Risposta: Se si dimostra la propria meritevolezza, è previsto un percorso apposito che può portare alla
cancellazione del debito anche in caso di totale assenza di risorse. Solo in casi particolari (esdebitazione dell’incapiente senza risorse) la cancellazione può avvenire automaticamente dopo la procedura, se non emergono nuove utilità.
Domanda: Che cos’è il saldo e stralcio? Risposta: È una modalità alternativa in cui si negozia un pagamento ridotto del debito (es. con istituti di credito e fornitori), ma può richiedere la procedura giudiziale per renderlo vincolante
se il creditore non è d’accordo.